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	<title>Milite Ignoto Archivi - Scuola FuoriNorma</title>
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	<description>formazione del contemporaneo</description>
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		<title>Postcolonia Italia &#8211; Confessionale#02</title>
		<link>https://www.scuolafuorinorma.it/postcolonia-italia-confessionale02/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Ferlito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 09:43:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[curatorial]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
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		<category><![CDATA[Negotiating Amnesia]]></category>
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		<category><![CDATA[S.a.L.E. Docks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, con la presentazione della performance &#8220;Milite Ignoto&#8221; si conclude questa prima tappa di Postcolonia Italia, resa possibile grazie alla presenza e partecipazione di Alessandra Ferrini, Medhin Paolos e Alan Maglio, Muna (e Sherif) Mussie; grazie all’ospitalità del S.a.L.E. Docks di Venezia e al supporto del Centro Studi Postcoloniali e di Genere di Napoli. Una&#8230;&#160;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolafuorinorma.it/postcolonia-italia-confessionale02/">Postcolonia Italia &#8211; Confessionale#02</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.scuolafuorinorma.it">Scuola FuoriNorma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, con la presentazione della performance &#8220;<a href="https://vimeo.com/153780555">Milite Ignoto</a>&#8221; si conclude questa prima tappa di <em><a href="https://www.facebook.com/events/1832166033698308/">Postcolonia Italia</a></em>, resa possibile grazie alla presenza e partecipazione di Alessandra Ferrini, Medhin Paolos e Alan Maglio, Muna (e Sherif) Mussie; grazie all’ospitalità del <a href="https://www.facebook.com/Sale-Docks-252159510748/">S.a.L.E. Docks di Venezia</a> e al supporto del <a href="https://www.facebook.com/centrostudipostcolonialiedigenere/?fref=ts">Centro Studi Postcoloniali e di Genere di Napoli</a>.</p>
<p>Una conclusione che, all’interno del mio percorso di ricerca, apre la strada a un nuovo inizio; a una nuova ri-elaborazione teorica che prenderà forma dalla ‘messa in pratica’ di queste settimane veneziane. Finora, ciascun incontro è stato un invito alla discussione con gli autor* invitat*. Personalmente ho provato a tessere una rete condivisibile, partendo dai fili che accomunano le differenti voci in programma. A queste voci non ho sottratto la mia: ho condiviso la prospettiva di ricerca che mi sta guidando, le domande che più mi stanno a cuore, le questioni in cui credo fermamente. Senza averlo premesso, ho tentato e sto cercando di intervenire il meno possibile, per lasciare spazio alle ‘opere’, convinta che queste chiariscano abbondantemente i motivi che mi hanno portata a scegliere proprio loro per parlare dell’Italia come ‘postcolonia’.</p>
<figure id="attachment_1294" aria-describedby="caption-attachment-1294" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-1294 size-medium" src="https://scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image-300x225.jpg 300w, https://www.scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image-768x576.jpg 768w, https://www.scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image-1024x768.jpg 1024w, https://www.scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image-600x450.jpg 600w, https://www.scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image.jpg 1575w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1294" class="wp-caption-text">Alessandra Ferrini, &#8220;Negotiating Amnesia&#8221; (2015), still da video.</figcaption></figure>
<p>Adesso sto raccogliendo e riordinando le osservazioni (più o meno critiche, più o meno accese) ricevute nel corso del <a href="https://www.facebook.com/events/384086015294148/">workshop con Alessandra Ferrini </a>e a seguito delle due proiezioni (quella di “<a href="https://www.alessandraferrini.info/negotiating-amnesia">Negotiating Amnesia</a>” e quella di “<a href="http://asmarinaproject.com/it/">Asmarina</a>”). Noto che alcune riflessioni sono ‘nuove’ rispetto al mio percorso, mentre altre le potrei citare tra le “domande ricorrenti”.</p>
<p>Torno a confrontarmi, ad esempio, con le osservazioni di chi trova problematico l’uso del termine postcoloniale – ritenendolo ‘prematuro’ (poiché siamo ancora in una società ancora a tutti gli effetti ‘coloniale’, che senso ha parlare di <em>post</em>?), da una parte, oppure obsoleto, dall’altra. Incrocio lo sguardo di chi si chiede per quale motivo vale la pena di focalizzarsi ancora sulla ‘questione postcoloniale’, dal momento che agli ex-colonizzati (limitatamente al mondo dell&#8217;arte) è stato ormai riconosciuto uno spazio entro la ‘modernità’. Mi relaziono alla volontà ‘anti-aderente’ di chi teme i rischi del ‘commercio globale’.</p>
<p><em>Postcolonia Italia</em> avrà la sua seconda tappa: mi convinco che è il caso di insistere.</p>
<p>Ho ribadito più volte che il postcoloniale per come lo intendo io – e molt* altr* prima di me – non coincide con la fine o la morte del ‘coloniale’, né vuole fornire una cornice spazio-temporale in cui confinare la ‘alterità’ degli ‘ex-colonizzati’. Anzi, esso riguarda certamente anche gli &#8216;ex-colonizzatori&#8217; e indica l’intenzione di ‘piegare’ la linearità presunta della Storia Ufficiale, di &#8216;tagliare&#8217; criticamente la sua narrazione. Postcoloniale significa volere fare i conti con gli effetti, le conseguenze, le permanenze e i <em>postumi</em> del coloniale. Un bilancio che ci riguarda tutti, a livello ‘planetario’, anche se in molti rifiutiamo ancora di ammetterlo.</p>
<p>Sto provando a mettermi in gioco (in discussione, in crisi) insieme agli altr* partecipant*, senza pre-meditare troppo sulle mosse da compiere, senza offrire la garanzia di una o più risposte ‘esatte’, risolutive, definitive. L’esordio di <em>Postcolonia Italia</em> è stato segnato dalle due giornate di workshop con Alessandra Ferrini, e questo poter &#8216;teorizzare nel fare&#8217; mi ha fatto venire voglia di trattare l’intero progetto come un laboratorio totale, dove posso sperimentare – <em>insieme a</em>, <em>affianco</em>, <em>con</em> altr* – una via da condividere. Senza averlo troppo programmato, alla ‘messa in scena’ dell’evento sto preferendo una ‘messa alla prova’ dell’incontro e del confronto che possa investirci tutt* allo stesso modo e in uguale misura.</p>
<p>A più tardi.</p>
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