Ascoltare la realtà

Ascoltare la realtà
25 gennaio 2017 Alessandro Aiello

II

1.8    Konstantin Raudive e Frederic Jurgensson, dicevo.

Prima di loro sono esistiti decine di medium che hanno comunicato con gli spiriti e l’aldilà. Poi sono arrivate le tecnologie ed è successo che i nastri magnetici hanno aiutato l’uomo a registrare ed a conservare le voci. L’ossido di ferro del nastro magnetico però non trattiene le informazioni per sempre, inizia a smagnetizzarsi, e così tutte queste energie raccolte dalla mente vengono in qualche modo “dimenticate” dal supporto di registrazione.

C’è una forte similitudine tra la registrazione e la memoria umana, la differenza fondamentale, mi ha detto una volta un neurologo, è che l’uomo tende a ricordare o dimenticare ciò che vuole ricordare o dimenticare…

1.9    La puntina del giradischi si avvicina all’ultimo solco del disco, di solito non ci soffermiamo mai molto su quello che accade dopo. Solleviamo la puntina per evitare che vada a finire sul tondo di carta.

Ma molti dischi sono fatti in modo che non ci arrivi mai. Dei solchi a spirale, che vanno avanti e tornano indietro, lasciano restare la puntina in questa specie di aldilà. Ognuno di questi aldilà suona in modo diverso e non sono affatto rumori banali. Perché non provate?

1.10 L’ascensore suona? La prima volta che ho fatto una registrazione dentro la cabina di un ascensore mi sono accorto (mentre registravo) che in fondo era come stare dentro una chitarra, spesso possiamo udire il rumore dei cavi metallici che tirano l’ascensore ed anche il vuoto della cabina e magari altri rumori che arrivano dai pianerottoli del palazzo. Fatto sta che ogni ascensore suona in modo diverso e c’è sempre così poco tempo.

1.11 Il rumore è un concetto assoluto oppure soggettivo? Il rumore è neutro, positivo o negativo? E’ soltanto una questione di musicalità oppure semplicemente di volume?

Piazza Università è una zona pedonale piuttosto vasta al centro di Catania, tra 2 piazze piuttosto trafficate. Mi trovavo ad un angolo della piazza ed ho visto arrivare un gruppo di musicisti sudamericani che avevano 2 piccoli amplificatori. Dopo alcuni minuti ho pensato che la loro musica era piuttosto rumorosa, per via del fatto che il rumore delle macchine e dei motori era piuttosto lontano. Dopo un po’ un ristorante all’aperto ha messo in azione un impianto stereo e dei diffusori piuttosto grossi attaccati in alto all’angolo di un palazzo; a quel punto c’era un rumore più forte che copriva in parte la musica.

Allora ho pensato che un rumore è negativo quando copre o cancella tutti gli altri suoni/rumori.

1.12 Il Rumore è uno scarto dell’informazione oppure un fenomeno complesso?

1.13 Oggi è veramente difficile distinguere i suoni naturali da quelli “non naturali” (prodotti cioè da motori di tutti i tipi). Uno scrittore una volta ha affermato che per lui il suono più poetico in assoluto era quello del treno. Un documentarista sonoro tedesco mi ha detto che il suono del mare, registrato da lontano (anche il suono funziona per inquadrature, come la fotografia) è molto simile a quello di un’autostrada. Infine: quanta musica c’è nei rumori? O meglio: quanta musica può produrre il nostro udito?

Avete mai provato a suonare un cancello di ferro arrugginito? Ed una pietra su una superficie di pietra lavica? Ed in che modo potresti “suonare” un pozzo oppure le ruote di una bicicletta sistemata al contrario, con le ruote in aria?

1.14 Fotografia di scena di un radiodramma inglese. Si vedono 2 attrici, con i copioni in mano, ed un gruppo di tecnici rumoristi con degli strumenti, pronti a generare i rumori che servivano al testo, al momento giusto.

Anche in Italia, specialmente negli anni ’70, ogni buon rumorista teneva nel suo armadio una serie di oggetti in legno, metallo od altro coi quali era capace di imitare molti rumori “naturali” e soprattutto imparava letteralmente a suonarli dal vivo. I passi sulla neve erano fatti schiacciando ritmicamente i pugni nella fecola di patate, per il vento si agitava una lastra sottile di metallo (credo di avere trovato in un cd degli Effetti Sonori Vedette il suono del vento registrato in questo modo).

1.15 Ancora sulle inquadrature sonore. Esistono infinite inquadrature per registrare una stessa porta che si apre, alcuni insisteranno sul rumore del meccanismo, altri più sul suono della porta all’interno della stanza. Ma saranno probabilmente tutte diverse.

1.16 Due letture interessanti: “Pianeta Acustico. Viaggio tra le meraviglie acustiche del mondo” di Trevor Cox , Dedalo libri (un ex ingegnere del suono trasformatosi in ricercatore) ha anche un blog:

https://acousticengineering.wordpress.com/trevor-cox/

E poi “Il secolo del rumore: il paesaggio sonoro del Novecento” di Stefano Pivato (Il Mulino).

Se, come nel film “Ritorno al futuro”, fossimo proiettati all’indietro di due secoli saremmo certamente assordati dal silenzio. Ma fino a quando la nostra società è stata pervasa dal silenzio? E da quando il rumore ha iniziato ad accompagnare le nostre attività quotidiane cambiando un paesaggio sonoro immutato da secoli? La rivoluzione industriale prima e quella tecnologica poi hanno introdotto il rumore come uno dei segni più evidenti del “progresso che avanza”. Così, fra Otto e Novecento, il fracasso delle industrie, il rombo delle automobili e degli aeroplani, il frastuono della musica, quello della politica di massa nonché il rumore delle guerre hanno invaso l’orizzonte, diventando una sorta di religione laica della modernità. Con la complicità, invero, di un “uomo rumoroso” il quale, a partire dagli anni del boom economico, costituisce un tipo antropologico che non solo sopporta ma si adatta al rumore e ne fomenta l’espansione. Fino a trasformarlo in uno dei caratteri distintivi dell’epoca contemporanea.

(dalla scheda del libro).

1.17   Per finire, ecco il testo scritto per presentare il progetto di Archivio dei Suoni

 

Scuola FuoriNorma

LA SCATOLA DEI SUONI

IPOTESI PER UN ARCHIVIO

Da oltre 15 anni canecapovolto registra e conserva suoni e rumori ricercando e trovando una dimensione nella quale coesistono tecnologia, caso, musica e composizione, magia e che potesse raccontare aspetti sorprendenti della realtà dell’uomo e della natura.

Per dare un senso a questo lavoro abbiamo iniziato ad ordinare e classificare un congruo numero di registrazioni in cartelle e sottocartelle costruendo una mappa del tempo, delle attività, della memoria e dello spazio che viviamo.

L’Archivio dei suoni è adesso pronto per essere condiviso e diventare un servizio pubblico destinato a studenti, studiosi, musicisti ed altri, rappresentando inoltre una riflessione sull’immaginazione e sulla conoscenza, sul significato di Silenzio e Rumore, sulla possibilità stessa che un suono ha di raccontare la realtà in un altro modo.

2.1    E’ tutto. La prossima volta vi racconterò come sto organizzando l’Archivio (cercando di essere chiaro nei criteri della classificazione) e magari qualche inquietante scoperta fatta col microfono ancora in mano… Se avete del tempo, questo è il canale soundcloud di canecapovolto:

 

https://soundcloud.com/canecapovolto

 

 

Alessandro Aiello
Nato a Catania nel 1961, dove vive e lavora, è autore di video di ricerca, documentari, drammi radiofonici, opere audio, collages su carta.