<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>curatela Archivi - Scuola FuoriNorma</title>
	<atom:link href="https://www.scuolafuorinorma.it/tag/curatela/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.scuolafuorinorma.it/tag/curatela/</link>
	<description>formazione del contemporaneo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Jul 2022 07:51:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.1</generator>
	<item>
		<title>di mestieri fasulli e di altri fatti</title>
		<link>https://www.scuolafuorinorma.it/mestieri-fasulli-altri-fatti-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Ferlito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 09:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[curatorial]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Autoritratto]]></category>
		<category><![CDATA[Carla Lonzi]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[curatela]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Iamurri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://scuolafuorinorma.it/?p=1314</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quella che segue è una nota di accompagnamento alla giornata intitolata di mestieri fasulli e di altri fatti, in programma per il 22 aprile. A ispirare il concept, il titolo e il format dell&#8217;iniziativa è il posizionamento di Carla Lonzi (1931-1982), storica dell’arte e filosofa italiana; figura di cruciale importanza per la sua attività di&#8230;&#160;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolafuorinorma.it/mestieri-fasulli-altri-fatti-2/">di mestieri fasulli e di altri fatti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.scuolafuorinorma.it">Scuola FuoriNorma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quella che segue è una nota di accompagnamento alla giornata intitolata <a href="https://scuolafuorinorma.it/mestieri-fasulli-altri-fatti/" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>di mestieri fasulli e di altri fatti</em></strong></a>, in programma per il <strong>22 aprile</strong>.</p>
<p>A ispirare il <em>concept, </em>il titolo e il <em>format</em> dell&#8217;iniziativa è il posizionamento di <strong>Carla Lonzi</strong> (1931-1982), storica dell’arte e filosofa italiana; figura di cruciale importanza per la sua attività di critica indipendente (portata avanti con innegabile passione tra gli anni Cinquanta e fino alla fine degli anni Sessanta) e per il costante impegno politico anche nell’ambito del femminismo (nel 1970 fonda, insieme a Carla Accardi, “Rivolta Femminile”); ma soprattutto per il suo deciso e coraggioso rifiuto di aderire a un modello di critica affermato, consolidato, eppure, ai suoi occhi, decisamente problematico.</p>
<p><a href="https://scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/cover-Autoritratto_LONZI.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-1315 alignright" src="https://scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/cover-Autoritratto_LONZI-225x300.jpg" alt="" width="282" height="376" srcset="https://www.scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/cover-Autoritratto_LONZI-225x300.jpg 225w, https://www.scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/cover-Autoritratto_LONZI-768x1024.jpg 768w, https://www.scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/cover-Autoritratto_LONZI.jpg 850w" sizes="(max-width: 282px) 100vw, 282px" /></a> Il celebre &#8220;<strong>Autoritratto</strong>&#8221; (volume edito per la prima volta in Italia nel 1969) racchiude moltissime conversazioni libere tra Lonzi e diversi artisti ai quali la stessa era in qualche modo legata. Dunque, il modo in cui quelle discussioni verbali sono state ri-montate vuole riprodurre la dimensione complessiva di un “convivio” realmente esistito – racconta l’autrice. “Autoritratto”, in sostanza, agisce il rifiuto (del critico) di parlare per conto dell’artista, o al posto suo: Lonzi abbandona ogni pretesa di gestione e controllo e lascia che sia quest’ultimo a parlare da sé e per sé. Anziché condurre le interviste con domande prestabilite, l’autrice fa in modo che sia l’artista a scegliere le modalità, i temi, i termini e i tempi più adeguati per raccontarsi. Il volume del &#8217;69, in questo senso, è una vera e propria traduzione in forma scritta del suo modo di vivere ‘nell’arte’, con gli artisti, attraverso le opere. Un approccio che le ha procurato non pochi conflitti (nei confronti di se stessa e con gli altri), fino alla scelta di abbandonare definitivamente la scena artistica. Solo in tempi tutto sommato recenti, a questa opera fondamentale – e alla sua autrice – viene riconosciuto il merito di avere operato un taglio necessario all&#8217;interno del panorama della critica d’arte; non tanto perché in essa si chiamano in causa la complessità e le contraddizioni del rapporto tra critico-artista-pubblico, quanto per la sua <strong>radicale messa in discussione del potere della critica in sé</strong>, ritenuta un “<strong>mestiere fasullo</strong>”, che aliena e allontana il carattere proprio dell’arte.</p>
<p>Come nota <strong>Laura Iamurri </strong>nella sua prefazione alla seconda edizione di “Autoritratto” (2010), il volume propone una immersione nel vissuto dell&#8217;arte contemporanea: nei pensieri e nei processi del fare arte, nelle difficoltà delle relazioni con la critica e con la società, ma anche in una miriade di questioni apparentemente laterali. Negli anni in cui si dedicava alla critica, Lonzi avvertiva il <strong>ruolo critico come &#8220;una codificazione di estraneità al fatto artistico insieme all&#8217;esercizio di un potere discriminante sugli artisti</strong>.&#8221; Secondo la sua visione:</p>
<blockquote><p>Magari senza esserne cosciente, il critico fa il gioco di una società che tende a considerare l&#8217;arte come un accessorio, un problema secondario, un pericolo da tramutare in diversivo, un&#8217;incognita da tramutare in mito, comunque un&#8217;attività da contenere. E come contenere? Appunto, attraverso l&#8217;esercizio della critica, che opera sulla falsa dissociazione: creazione-critica. […] In questo quadro la professione critica manifesta tutta la sua funzionalità rispetto a un Sistema. Ma perché non chiedersi se tale modo di far consumare l’arte è compatibile col senso dell’arte […]? Perché accontentarsi del ruolo di estraneità, sia pur elevato a condizione stessa del giudizio? [&#8230;] Da dove proviene il bisogno di una garanzia?</p></blockquote>
<p>Se alla figura del critico di allora sostituiamo quella dell&#8217;attuale curatore; se accogliamo gli interrogativi di Lonzi e adottiamo il suo sguardo per osservare il ruolo e i metodi della curatela dei nostri giorni, forse possiamo ammettere che, da una parte, l&#8217;estraneità di quegli anni Sessanta oggi può dirsi in parte risolta (nel contesto di molte pratiche curatoriali che si fondano sulla totale complicità con l&#8217;artista, ad esempio); dall&#8217;altra, quel potere discriminante sugli artisti non ha certamente smesso di esistere e produrre i suoi effetti. Allo stesso modo (sia che provengano dal fronte della critica, dalla curatela o dalla sfera della creazione artistica), la ricerca di &#8216;verità&#8217; e garanzie a tutti i costi sembrano occupare ancora un posto in prima fila.</p>
<p>Detto questo, non si tratta di eleggere l’artista quale soggetto intoccabile e indiscutibile della società: non si vuole proporre un “feticismo dell’artista” e una demonizzazione del curatore. Semmai, come suggerisce sempre Lonzi, si può ancora pensare di richiamare l&#8217;artista &#8220;in un altro rapporto con la società, <strong>negando il ruolo, e dunque il potere, del critico in quanto controllo repressivo sull’arte e gli artisti</strong>, e soprattutto in quanto ideologia dell’arte e degli artisti in corso nella nostra società.” Allora, e ancora una volta, si tratta più che altro di ri-pensare costantemente il proprio ruolo, le proprie istanze e la propria posizione, in relazione ai ruoli, alle istanze e alle posizioni degli altri; di rendersi disponibili a<strong> ri-negoziare il proprio sguardo</strong>; di <strong>predisporsi alla</strong> <strong>cura come gesto politico totale, </strong>complessivo e non esclusivo; di incentivare un modo “<strong>largamente comunicativo e umanamente soddisfacente&#8221;</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[tutte le citazioni sono tratte dalla seconda edizione del volume <strong><em>Carla Lonzi. Autoritratto</em></strong>, ri-edito nel<strong> 2010</strong> da <strong>et al. Edizioni</strong> (Milano), con una prefazione di Laura Iamurri.]</p>
<p>[immagine di copertina: Zoltan Fazekas, <em>R#1747</em>, 16 febbraio 2017.]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolafuorinorma.it/mestieri-fasulli-altri-fatti-2/">di mestieri fasulli e di altri fatti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.scuolafuorinorma.it">Scuola FuoriNorma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>di mestieri fasulli e di altri fatti</title>
		<link>https://www.scuolafuorinorma.it/mestieri-fasulli-altri-fatti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Ferlito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 08:33:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Carla Lonzi]]></category>
		<category><![CDATA[conversazione]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[curatela]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://scuolafuorinorma.it/?p=1311</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sabato 22 aprile Scuola FuoriNorma propone una giornata di presentazioni e conversazioni non-formali tra artisti e curatori che lavorano in Sicilia, stabilmente o temporaneamente. A proporre l’iniziativa è Alessandra Ferlito che, dopo un lungo periodo di attività curatoriale con base a Catania, da qualche anno è fisicamente assente dalla regione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolafuorinorma.it/mestieri-fasulli-altri-fatti/">di mestieri fasulli e di altri fatti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.scuolafuorinorma.it">Scuola FuoriNorma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 22 aprile</strong> Scuola FuoriNorma propone una giornata di presentazioni e conversazioni non-formali tra artisti e curatori che lavorano in Sicilia, stabilmente o temporaneamente.</p>
<p>A proporre l&#8217;iniziativa è Alessandra Ferlito che, dopo un lungo periodo di attività curatoriale con base a Catania, da qualche anno è fisicamente assente dalla regione. L’incontro è pensato quindi come occasione per offrire e condividere <strong>un aggiornamento collettivo</strong>, con gli artisti e i curatori incontrati durante il suo percorso di lavoro in Sicilia ma anche con i più giovani che non ha ancora avuto modo di incontrare; per confrontarsi insieme sulle difficoltà e le criticità delle rispettive pratiche; per registrare insieme a loro i &#8216;temi&#8217; che, ad oggi, vengono avvertiti con maggiore urgenza.</p>
<p>Ovvero, si tratta di <strong>un appuntamento dedicato alla ‘cura’, ascolto e scambio reciproci</strong>. Per questo motivo, alla consueta lettura individuale del portfolio su pc – modello e fonte di una relazione ormai normata e gerarchica, in cui il curatore esamina un artista per volta per arrivare a una selezione (e quindi a un giudizio) finale – si preferisce un formato aperto e corale, da costruire insieme a chi vorrà partecipare. Da qui l’<strong>invito a proporre</strong> (nelle settimane che precedono l’incontro o durante la stessa giornata del 22) <strong>la formula che più si addice a presentare il proprio lavoro</strong>, così come qualsiasi materiale si ritenga utile condividere per agevolare una discussione comune e partecipata.</p>
<p>L’idea di base è quella di partire dalle ricerche e dalle esperienze personali di ciascun partecipante per avviare <strong>una discussione sulle dinamiche di potere</strong> che è possibile innescare o smantellare attraverso l’atto di creazione e la pratica della curatela. Si vuole, quindi, provocare una ennesima interrogazione sui limiti e le potenzialità della relazione tra curatore-artista-pubblico (inteso anche come sfera pubblica) rispetto al più ampio tema della rappresentazione.</p>
<p>A ispirare il <em>concept, </em>il titolo e il <em>format</em> della giornata è il posizionamento di <strong>Carla Lonzi</strong> (1931-1982), storica dell’arte, critica indipendente e filosofa italiana che con il suo celebre &#8220;Autoritratto&#8221; (1969) prese definitivamente le distanze dal mondo, e soprattutto dal modo, codificato, distorto e distorsivo della critica dei suoi tempi, ritenendola un &#8220;<strong>mestiere fasullo</strong>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;inizio dell&#8217;incontro è fissato per le <strong>ore 15</strong>, mentre la sua durata sarà più corentemente stabilita insieme ai partecipanti, in base alle esigenze della discussione.</p>
<p><a href="https://scuolafuorinorma.it/mestieri-fasulli-altri-fatti-2/" target="_blank">Qui uno spunto inaugurale proveniente da un passato ancora molto presente</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[immagine di copertina: Zoltan Fazkas, R#1747, 16 febbraio 2017]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolafuorinorma.it/mestieri-fasulli-altri-fatti/">di mestieri fasulli e di altri fatti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.scuolafuorinorma.it">Scuola FuoriNorma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Postcolonia Italia &#8211; Confessionale#02</title>
		<link>https://www.scuolafuorinorma.it/postcolonia-italia-confessionale02/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Ferlito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 09:43:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[curatorial]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Asmarina]]></category>
		<category><![CDATA[curatela]]></category>
		<category><![CDATA[Milite Ignoto]]></category>
		<category><![CDATA[Negotiating Amnesia]]></category>
		<category><![CDATA[postcolonia-italia]]></category>
		<category><![CDATA[S.a.L.E. Docks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://scuolafuorinorma.it/?p=1291</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi, con la presentazione della performance &#8220;Milite Ignoto&#8221; si conclude questa prima tappa di Postcolonia Italia, resa possibile grazie alla presenza e partecipazione di Alessandra Ferrini, Medhin Paolos e Alan Maglio, Muna (e Sherif) Mussie; grazie all’ospitalità del S.a.L.E. Docks di Venezia e al supporto del Centro Studi Postcoloniali e di Genere di Napoli. Una&#8230;&#160;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolafuorinorma.it/postcolonia-italia-confessionale02/">Postcolonia Italia &#8211; Confessionale#02</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.scuolafuorinorma.it">Scuola FuoriNorma</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, con la presentazione della performance &#8220;<a href="https://vimeo.com/153780555">Milite Ignoto</a>&#8221; si conclude questa prima tappa di <em><a href="https://www.facebook.com/events/1832166033698308/">Postcolonia Italia</a></em>, resa possibile grazie alla presenza e partecipazione di Alessandra Ferrini, Medhin Paolos e Alan Maglio, Muna (e Sherif) Mussie; grazie all’ospitalità del <a href="https://www.facebook.com/Sale-Docks-252159510748/">S.a.L.E. Docks di Venezia</a> e al supporto del <a href="https://www.facebook.com/centrostudipostcolonialiedigenere/?fref=ts">Centro Studi Postcoloniali e di Genere di Napoli</a>.</p>
<p>Una conclusione che, all’interno del mio percorso di ricerca, apre la strada a un nuovo inizio; a una nuova ri-elaborazione teorica che prenderà forma dalla ‘messa in pratica’ di queste settimane veneziane. Finora, ciascun incontro è stato un invito alla discussione con gli autor* invitat*. Personalmente ho provato a tessere una rete condivisibile, partendo dai fili che accomunano le differenti voci in programma. A queste voci non ho sottratto la mia: ho condiviso la prospettiva di ricerca che mi sta guidando, le domande che più mi stanno a cuore, le questioni in cui credo fermamente. Senza averlo premesso, ho tentato e sto cercando di intervenire il meno possibile, per lasciare spazio alle ‘opere’, convinta che queste chiariscano abbondantemente i motivi che mi hanno portata a scegliere proprio loro per parlare dell’Italia come ‘postcolonia’.</p>
<figure id="attachment_1294" aria-describedby="caption-attachment-1294" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-1294 size-medium" src="https://scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image-300x225.jpg 300w, https://www.scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image-768x576.jpg 768w, https://www.scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image-1024x768.jpg 1024w, https://www.scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image-600x450.jpg 600w, https://www.scuolafuorinorma.it/wp-content/uploads/2017/03/Ferrini_Workshop_image.jpg 1575w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1294" class="wp-caption-text">Alessandra Ferrini, &#8220;Negotiating Amnesia&#8221; (2015), still da video.</figcaption></figure>
<p>Adesso sto raccogliendo e riordinando le osservazioni (più o meno critiche, più o meno accese) ricevute nel corso del <a href="https://www.facebook.com/events/384086015294148/">workshop con Alessandra Ferrini </a>e a seguito delle due proiezioni (quella di “<a href="https://www.alessandraferrini.info/negotiating-amnesia">Negotiating Amnesia</a>” e quella di “<a href="http://asmarinaproject.com/it/">Asmarina</a>”). Noto che alcune riflessioni sono ‘nuove’ rispetto al mio percorso, mentre altre le potrei citare tra le “domande ricorrenti”.</p>
<p>Torno a confrontarmi, ad esempio, con le osservazioni di chi trova problematico l’uso del termine postcoloniale – ritenendolo ‘prematuro’ (poiché siamo ancora in una società ancora a tutti gli effetti ‘coloniale’, che senso ha parlare di <em>post</em>?), da una parte, oppure obsoleto, dall’altra. Incrocio lo sguardo di chi si chiede per quale motivo vale la pena di focalizzarsi ancora sulla ‘questione postcoloniale’, dal momento che agli ex-colonizzati (limitatamente al mondo dell&#8217;arte) è stato ormai riconosciuto uno spazio entro la ‘modernità’. Mi relaziono alla volontà ‘anti-aderente’ di chi teme i rischi del ‘commercio globale’.</p>
<p><em>Postcolonia Italia</em> avrà la sua seconda tappa: mi convinco che è il caso di insistere.</p>
<p>Ho ribadito più volte che il postcoloniale per come lo intendo io – e molt* altr* prima di me – non coincide con la fine o la morte del ‘coloniale’, né vuole fornire una cornice spazio-temporale in cui confinare la ‘alterità’ degli ‘ex-colonizzati’. Anzi, esso riguarda certamente anche gli &#8216;ex-colonizzatori&#8217; e indica l’intenzione di ‘piegare’ la linearità presunta della Storia Ufficiale, di &#8216;tagliare&#8217; criticamente la sua narrazione. Postcoloniale significa volere fare i conti con gli effetti, le conseguenze, le permanenze e i <em>postumi</em> del coloniale. Un bilancio che ci riguarda tutti, a livello ‘planetario’, anche se in molti rifiutiamo ancora di ammetterlo.</p>
<p>Sto provando a mettermi in gioco (in discussione, in crisi) insieme agli altr* partecipant*, senza pre-meditare troppo sulle mosse da compiere, senza offrire la garanzia di una o più risposte ‘esatte’, risolutive, definitive. L’esordio di <em>Postcolonia Italia</em> è stato segnato dalle due giornate di workshop con Alessandra Ferrini, e questo poter &#8216;teorizzare nel fare&#8217; mi ha fatto venire voglia di trattare l’intero progetto come un laboratorio totale, dove posso sperimentare – <em>insieme a</em>, <em>affianco</em>, <em>con</em> altr* – una via da condividere. Senza averlo troppo programmato, alla ‘messa in scena’ dell’evento sto preferendo una ‘messa alla prova’ dell’incontro e del confronto che possa investirci tutt* allo stesso modo e in uguale misura.</p>
<p>A più tardi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.scuolafuorinorma.it/postcolonia-italia-confessionale02/">Postcolonia Italia &#8211; Confessionale#02</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.scuolafuorinorma.it">Scuola FuoriNorma</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
